Ciak d’oro 2016

Una giuria di cento giornalisti e critici e di lettori di Ciak, la celebre rivista diretta da Piera Detassishanno decretato i vincitori. Perfetti Sconosciuti di Paolo Genovese e Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabrielle Mainetti hanno portato a casa quattro premi ciascuno. La commedia sui segreti custoditi dai telefonini è stato eletto il miglior film, oltre ad accaparrarsi il Ciak per la sceneggiatura, la canzone interpretata da Fiorella Mannoia e per l’interpretazione di Marco Giallini. Il semi-capolavoro di Mainetti invece si aggiudica i Ciak d’oro per la miglior opera prima, il miglior attore non protagonista (Luca Marinelli è da incorniciare), la miglior colonna sonora (di Michele Braga e Gabriele Mainetti) e il miglior manifesto (di Daniele Moretti per Big Jellyfish). A tallonarli ci pensa Matteo Garrone con il suo fantasy d’autore Il racconto dei racconti (miglior la regia, scenografia e costumi).

A Sabrina Ferilli il premio per la migliore attrice protagonista in Io e lei di Maria Sole Tognazzi. Sonia Bergamasco invece è la miglior attrice non protagonista in Quo vado? di Checco Zalone. Greta Scarano e Alessandro Borghi (premiato anche per Non essere cattivo) sono le due rivelazioni dell’anno grazie a Suburra di Stefano Sollima, mentre alla “Iena” Miriam Leone va il Ciak speciale per la serie tv Non uccidere.

Superciak alla carriera a Lino Banfi che a luglio compirà 80 anni. Il Ciak-Alice Giovani (nato dalla collaborazione del magazine con Alice nella Città, sezione indipendente e autonoma del Festival Internazionale del Film di Roma), dedicato alle migliori pellicole italiane rivolte al mondo dei ragazzi, è stato assegnato a Un bacio di Ivan Cotroneo, un film che parla di adolescenza, bullismo e omofobia. Valerio Mastandrea è il miglior produttore per Non essere cattivo di Claudio Caligari.