Franceschini: legge cinema entro l’anno

Il ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini, nell’ambito del MIA di Roma, ha incontrato stampa e operatori per presentare i punti principali del ddl cinema e audiovisivo in discussione alla Camera, dopo l’approvazione al Senato di inizio ottobre. Incontro affollato in cui, però, non sono emerse particolari novità. Il ministro ha ricordato che il ddl è stato approvato con larga maggioranza al Senato, con pochi voti contrari delle opposizioni. “Ora – ha spiegato Franceschini – il provvedimento è alla Camera in commissione cultura. Stiamo lavorando perché venga approvato entro la fine dell’anno. Siccome il ddl origina diversi decreti attuativi, il direttore generale cinema, Nicola Borrelli, sta già lavorando coinvolgendo le associazioni dell’audiovisivo perché ci sia un lavoro parallelo sui decreti che consenta di far diventare la legge operativa dall’1 gennaio 2017”. Il ministro ha poi evidenziato le tre ragioni alla base dell’impegno ministeriale per cinema e audiovisivo: “La prima è che con questo testo vogliamo sostenere tutta l’industria del settore perché si sviluppi e cresca. La seconda è il sostegno a quelle produzioni che non potrebbero stare sul mercato e ai giovani talenti. La terza consiste nel lavorare insieme per allargare la platea delle persone che in Italia vanno al cinema. C’è rassegnazione su questo tema ma è un obiettivo che si può raggiungere. Si possono creare appuntamenti per portare nuove persone in sala o ragazzi che non ci sono mai andati, che siano il frutto della collaborazione tra pubblico e privato. Come accaduto con Cinema2Day. I primi due mercoledì a 2 euro sono stati un successo. Vedremo ora l’impatto con gli altri giorni di frequentazione. Oggi è presto per fare valutazioni definitive ma l’evento porta gente in sala che prima non ci andava. Il passaparola, quindi, potrà contribuire a far crescere l’abitudine al cinema e a far capire che il cinema è bello”. Ha concluso, quindi, il ministro: “La legge era attesa da quaranta anni. L’intenzione non era fare interventi correttivi ma si richiedeva una legge di sistema che aumentasse l’intervento dello Stato e che desse stabilità e certezze nelle risorse”.

Fonte: Editoriale Duesse