Festival di Cannes 2018: l’Italia vince con Marcello Fonte e Alice Rohrwacher

Il verdetto decretato da Cate Blanchett e i membri della giuria del lei presieduta hanno premiato entrambi i film italiani concorrenti: Miglior attore Marcello Fonte per Dogman di Matteo Garrone, miglior sceneggiatura ad Alice Rohrwacher per Lazzaro felice.  E’ stato proprio Roberto Benigni, presente a Cannes ad accompagnare Nicoletta Braschi per il film di Rohrwacher a consegnare il premio come miglior attore a Marcello Fonte: un momento di grandi emozioni ed entusiasmi, trascinato dal Roberto nazionale e raccolto da “Marcellino”, classe 1978, e tanto auspicabile futuro davanti. Ricevendo il premio, Marcello ha commosso tutti con questo ricordo: “Da piccolo quando ero a casa mia e pioveva sopra le lamiere, chiudevo gli occhi e mi sembrava di sentire gli applausi e ora li riapro e li applausi siete voi e sembra il calore di una famiglia, mi sento a casa e a mio agio con voi. La mia famiglia siete voi, ogni granello della sabbia di Cannes. E ringrazio Matteo che ha avuto il coraggio e la follia di volermi con sé”. Da parte sua Alice Rohrwacher ha ringraziato “questa incredibile giuria e questa incredibile presidentessa per aver preso sul serio questa sceneggiatura così bislacca, fatta delle parole che ho scritto, l’avete presa sul serio come i bambini prendono sul serio i giochi”. Il suo riconoscimento è andato ex aequo con la sceneggiatura dell’assente Jafar Panahi per il suo 3 Faces: a ritirarlo infatti era la figlia visibilmente commossa.

Ma la Palma d’oro è andata ben lontano, fino in Giappone. A vincerla il bellissimo Un affare di famiglia di Hirokazu Kore-eda, il racconto di una famiglia disfunzionale di Tokyo che vive rubando e sotto nasconde un segreto disarmante, indice che non tutti i legami più forti sono di sangue. Attraverso questo ritratto il cineasta ha messo in evidenza quanto anche il Giappone stia soffrendo di una povertà che fino a qualche anno fa sembrava imprevedibile. Grandi emozioni per il Gran Prix du Jury attribuito a Spike Lee per il suo  Blackkklansman. La libanese Nadine Labaki è salita sul palco accompagnata dal piccolo non attore protagonista Zain Al Rafeea per ricere il Prix du Jury per il suo Capharnaum.

Pawel Pawlikowski ha ricevuto meritatamente il premio per la miglior regia: il suo Cold War era uno dei migliori titoli concorrenti. Lo stesso vale per la Russia di Putin ove è ambientato Ayka del kazako Sergey DVORTSEVOY, per il suo film ha vinto come migliore attrice la kirghisa Smala Yeslyamova. Una Palma d’oro speciale, infine, è stata creata per omaggiare il maestro Jean-Luc Godard che concorreva col suo Le livre du image: “Jean-Luc non ha mai smesso di sfidare il linguaggio del cinema e per questo non gli saremo mai abbastanza grati” ha dichiarato Cate Blanchett.