Green set, occupazione, nuove prospettive per cinema audiovisivo.

Si è tenuto a Firenze, il 23 e il 24 gennaio scorsi, presso la sede di Toscana Film Commission, il Training delle film commission italiane, promosso dall’associazione nazionale IFC presieduta da Stefania Ippoliti.

Il training si aperto venerdì 23 pomeriggio con un interessante incontro in cui si è parlato del green set, vale a dire della prospettiva che i set cinematografici si avvicinino sempre di più a standard di rispetto ambientale, dove di particolare interesse è stato l’intervento di Edison, che ha presentato il protocollo Edison Green Movie. Edison da anni sostiene l’innovazione green anche in questo campo e l’applicazione del protocollo a quattro film, tra cui Torneranno i prati di Ermanno Olmi, grazie all’utilizzo delle luci a led, di pasti caldi a chilometri zero, di spostamenti con mezzi elettrici, alla raccolta differenziata e a tanti altri accorgimenti, ha consentito alle produzioni un grosso risparmio economico, che si è coniugato al rispetto ambientale. Il settore Green si conferma un’eccellente opportunità imprenditoriale e di sviluppo economico: si stanno realizzando le prime Green Guide, dove si raccolgono tutti i produttori e fornitori di beni e servizi a basso impatto ambientale.

Il Training è proseguito con la presentazione del protocollo d’intesa siglato tra IFC e l’APGI, Associazione Parchi e Giardini d’Italia, una vera miniera di tesori, siti storici, parchi monumentali, oasi naturali, alcuni già scoperti dal cinema, molti altri invece assolute novità che vanno ad arricchire i database dei Film Commissioner italiani.

Sabato 24, l’evento clou del training è stato il workshop che ha messo a confronto i vertici di alcune società e settori strategici del gruppo RAI – come RAI Fiction, RAI Cinema, RAI Storia e RAI Com – e le 17 Film Commission italiane, intervenute a Firenze.

Se da una parte la RAI è infatti il più importante produttore e distributore in Italia di cinema e audiovisivo, dall’altra le Film Commission rappresentano sul territorio partner ormai indispensabili, non più solo sportelli di accoglienza per quanti lavorano o intendono lavorare nel cinema, ma anche collettori di tutta una serie di istanze e progetti che altrimenti rischierebbero di non trovare un interlocutore. Inoltre la collaborazione si amplia alla complessità di tutto il processo produttivo a partire dall’individuazione dell’ambientazione delle opere, fino alle strategie di comunicazione del prodotto finito.

Pur nel rispetto dei ruoli e dei consueti rapporti in essere tra i diversi attori – produttori indipendenti, Film Commission, RAI –  nel corso del training è emersa la volontà unanime di far nascere un’interlocuzione strategica e sistematica tra la RAI e le Film Commission, con l’obiettivo di ottenere la massima qualità ed efficienza.

I tempi sono infatti maturi affinché la collaborazione non sia più occasionale ma organizzata e se possibile anche codificata: una vera innovazione di processo anche per questo settore imprenditoriale, dove si fa manifattura a partire dalle idee e dalla creatività, ci si avvale del grandissimo artigianato italiano, dei talenti che nel Paese continuano a fiorire, non accontentandosi più dell’estro e del caso, ma mettendo a sistema tutto questo patrimonio creativo e artigianale.

Anche il genio più ribelle e scontroso nei confronti del “sistema” trova posto in questa nuova visione: un esempio sono tutti i giovani che creano videogiochi e application, per i quali il mercato è il mondo intero, che stanno collaborando e confrontandosi attraverso la loro associazione, AESVI, con l’industria audiovisiva e con le istituzioni; anche loro ospiti del Training fiorentino, rappresentati dalla segretaria generale, Thalita Malagò, giovane e dinamica avvocatessa che ha monopolizzato l’attenzione della platea presentando le infinite possibilità di lavoro comune.

Le prospettive aperte dal training di IFC riguardano pertanto anche le nuove opportunità occupazionali che il settore cinematografico e audiovisivo è in grado di produrre, anche grazie al lavoro delle donne e degli uomini che sono impiegati nelle Film Commission italiane. La legge di riordine del settore, a cui il Mibact sta lavorando, recepirà questi nuovi elementi della filiera con l’auspicio che in futuro non sia più messa in discussione l’utilità e  la professionalità di chi ci lavora.