Italian Pavilion, dove il nostro cinema parlava (anche) straniero

CANNES – “Per la prima volta nel padiglione italiano si sentiva parlare straniero”. Lo hanno detto in molti dopo aver visitato l’Italian Pavilion realizzato da Luce Cinecittà a Cannes in collaborazione con Anica (all’interno dell’Hotel Majestic), confermando così il raggiungimento dell’obiettivo: offrire un luogo funzionale e accogliente che servisse da punto di riferimento del cinema italiano e da attrattore per gli operatori del cinema internazionale. Lo dimostrano i numeri: lo spazio ha avuto un’affluenza di circa 3mila persone, con oltre il 50% di stranieri. “Siamo felici di poter dire che quest’anno la presenza straniera all’interno del nostro padiglione è aumentata esponenzialmente – sottolinea Giancarlo Di Gregorio, direttore comunicazione istituzionale Luce Cinecittà – Siamo riusciti a offrire uno spazio molto più ampio rispetto agli anni passati, organizzato in due sale distinte, di cui una dedicata agli eventi e alle attività stampa e l’altra agli incontri professionali. In più avevamo la nostra terrazza di fronte alla Montée des Marches e il bellissimo ingresso con il tunnel caleidoscopico tematizzato sul cinema italiano. Tutto ciò è stato realizzato con una spesa leggermente superiore a quella che sostenevamo gli anni scorsi per avere il solo spazio sulla spiaggia nel Village International, che comunque abbiamo conservato, anche se in dimensioni ridotte”. Frequentatissimo, l’Italian Pavilion è stato per i 12 giorni del 68° Festival di Cannes al centro dell’attenzione internazionale e ha ricevuto una visita, sul finale, anche del ministro Dario Franceschini. CinecittàNews ha raccolto le impressioni di alcuni protagonisti del mondo cinematografico.

Dario Franceschini – Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: “Il sistema Italia sta facendo investimenti nuovi, con risorse e regole nuove. Questo padiglione è la prova di una nuova stagione iniziata”.

Andrea Occhipinti – Lucky Red
: “È stato uno spazio utilissimo, fondamentale per le conferenze stampa, per gli incontri con i giornalisti e per le attività di produttori, che qui hanno potuto fare i loro meeting”.

Federica Ceraolo – Sales e festival Fandango: “Lo spazio italiano era bellissimo e ha funzionato molto bene, molto più di tutti gli altri anni. Il wi-fi, ormai fondamentale, era perfetto e diversi distributori hanno trovato lo spazio più riconoscibile, funzionale e comodo rispetto ad altri. Il bilancio dell’Italian Pavilion è assolutamente positivo: abbiamo avuto uno spazio ideale per favorire gli incontri commerciali, comodo e ben gestito. Saremmo felici se venisse realizzato di nuovo così l’anno prossimo, anche perché era separato nel modo giusto dagli spazi per le altre attività e aveva un’accoglienza all’entrata molto utile, gestita da una signora gentilissima. Se proprio dovessi consigliare qualche miglioramento, chiederei di abbassare l’aria condizionata e fornire materiale di cancelleria”.

Andrea Romeo – Direttore Biografilm Festival
: “Una macchina ben organizzata che è stato spazio per tantissimi racconti e business meeting”.

Stefania Ippoliti – Presidente Associazione Film Commission Italiane e Direttrice Film Commission Toscana: “Grazie al mio ruolo conosco bene il sentimento dei colleghi delle Film Commission sulla nuova situazione di business realizzata dall’Italian Pavilion a Cannes e ho registrato una soddisfazione altissima. Siamo stati tutti entusiasti. Per la prima volta da anni non ho raccolto lamenti, ma al contrario apprezzamenti. In passato le difficoltà erano date dallo spazio limitato, seppure suggestivo sulla spiaggia, in cui gli operatori del business si sentivano ospiti e non ‘padroni di casa’. Lavorare in rete tra le Film Commission, Luce Cinecittà, l’Ice, l’Anica, la Rai, gli esporatori e tutti i soggetti coinvolti ha permesso di creare un sistema Italia in cui al primo posto veniva il lavoro e l’efficienza. Tutti a Cannes hanno parlato dello spazio italiano e del bellissimo tunnel caleidoscopico attraverso cui ci si entrava: uno stargate per entrare nel cinema, un’idea fantastica che metteva insieme magia e concretezza: esattamente il messaggio che vogliamo dare come cinema italiano. Basta dire che il cinema italiano è fatto di singoli geni, ora bisogna far capire che uniamo creatività e professionalità e un posto come l’Italian Pavilion aiuta moltissimo in questo senso. Dà l’idea di un Paese che funziona”.

Roberto Stabile, Anica: “Lo spazio ha funzionato molto bene. Quest’anno abbiamo ospitato le film commission, i produttori e i distributori e per la prima volta nello spazio italiano si è parlato anche in inglese, francese, tedesco. Erano presenti anche i venditori internazionali, anzi quelli che non erano a conoscenza di questa opportunità sono andati al Palais e si sono lamentati: speriamo l’anno prossimo di averli tutti con noi. L’auspicio è di riorganizzare lo spazio italiano in questo modo anche nei prossimi anni. L’unico miglioramente che si può apportare è aumentare i tavoli perché certamente avremo molte più richieste; già quest’anno in alcuni giorni siamo andati in overbooking ed è stato difficile accontentare tutti. Questa è l’ulteriore dimostrazione che l’unione delle forze e delle risorse e la collaborazione tra Anica e Luce Cinecittà con i rispettivi ministeri di finanziamento può veramente andare incontro alle esigenze di ogni categoria del cinema italiano”.