Palma d’oro al coreano “Parasite”

La 72esima edizione di uno dei festival di cinema più importanti del mondo, ha assegnato la Palma d’Oro al sud-coreano Parasite di Bong Joon-Ho le cui parole sono state alla consegna del premio: “Questo film significa qualcosa di particolare per me, ringrazio quindi chi ha ‘sentito’ la mia passione, ho provato a toccare ciò che era per me importante. L’ispirazione mi è arrivata con una domanda: ‘cosa accadrebbe se due famiglie – una ricca e una povera, che abitano quartieri molto differenti – s’incontrassero? Cosa accadrebbe se quei due universi differenti dovessero poi scontrarsi?’. Non sono ossessionato dal tema della famiglia, questo film rimane comunque altro rispetto ai miei precedenti, in cui le famiglie erano incomplete”.

Non scontato, perché per questa sezione molto l’Italia aveva sperato per Pierfrancesco Favino, gigante nel ruolo del pentito Buscetta, ma non imprevedibile il premio alla Miglior Interpretazione Maschile, conferito ad Antonio Banderas per la biografia di Pedro Almodóvar, Dolor Y Gloria, in cui l’attore interpreta l’alter ego del regista, effettivamente con una recitazione profondamente emozionale ed emozionante e un grande studio mimico del personaggio.

Premio anche ai fratelli Dardenne per la Miglior Regia de Le jeune Ahmed.

Molti i premi al femminile con la Giuria che ha infatti consegnato tre premi ad altrettante registe. Miglior Sceneggiatura a Céline Sciamma per Portrait de la jeune fille en feu, un film che sin dal suo esordio sulla Croisette non ha lasciato indifferenti per la poesia con cui l’autrice ha descritto un universo femminile settecentesco e drammatico. La Miglior Interprete Femminile è stata decretata Emily Beecham per il ruolo in Little Joe. Il cerchio femminile si è chiuso per una storia d’amore e mistero nella banlieue di Dakar, Atlantique di Mati Diop, che ha fatto un lunghissimo discorso sul palco, dove è salita a ritirare il Gran Prix, annunciato da Sylvester Stallone. “È un film reso possibile grazie a chi ha creduto in me, sono onorata di essere riconosciuta come autrice e che mi sia stata data l’opportunità di fare un film realistico sulla miseria del Senegal”, queste le parole di Diop.

Un tema, quello delle banlieue, soggetto anche de Les Misérables di Ladj Ly, anche questo, come quello di Sciamma, un film francese che, appena è passato sul grande schermo del Festival, ha toccato corde che hanno innescato il “sospetto” di un possibile premio, poi giunto stasera, ex-aequo con Bacurau di Kleber Mendonca Filho&Dornelles: Prix du Jury per questi due testi fortemente sociali, seppur di due luoghi del mondo agli antipodi, Francia e Brasile, Paese che ha visto una vittoria anche in Un Certain Regard, con il premio per A vida invisível de Eurídice Gusmão diretto da Karim Aïnouz.

Ultimo ma non ultimo Elia Suleiman, che ha ricevuto una Menzione Speciale per It must be heaven, per mano di Chiara Mastroianni, appena premiata in Un Certain Regard come Miglior Interprete.

Tutti i vincitori:
Palma d’Oro
Parasite di Bong Joon-Ho

Grand Prix
Atlantique di Mati Diop

Miglior interpretazione maschile
Antonio Banderas per Dolor Y Gloria di Pedro Almodóvar

Prix du Jury (ex aequo)
Les Misérables di Ladj Ly
Bacurau di Kleber Mendonça Filho & Juliano Dornelles

Miglior regia
Le Jeune Ahmed di Jean-Pierre & Luc Dardenne

 Miglior interpretazione femminile
Emily Beecham per Little Joe di Jessica Hausner

Miglior sceneggiatura  
Céline Sciamma per Portrait De La Jeune Fille En Feu

Menzione speciale
Elia Suleiman per It Must Be Heaven

The Caméra d’or
Nuestras Madres di César Díaz

Palma d’oro cortometraggio
The Distance Between Us And The Sky di Vasilis Kekatos

Menzione speciale della giuria dei cortometraggi:
Monstruo Dios di Agustina San Martín