Film commissions

Cicutto: “Cinema e audiovisivo, ripartire insieme senza perdere un minuto”

In questi tempi di isolamento forzato (incipit comune a centinaia di articoli), i giornali e il web sono molto frequentati da temi che affrontano il mondo della produzione culturale e dello spettacolo in particolare, dimostrando chiaramente come chi ci lavora appartenga a una delle categorie colpite, non meno di altre, da gravi conseguenze economiche. È finalmente la smentita all’affermazione “con la cultura non si mangia” che zittisce clamorosamente chiunque lo abbia affermato. Non si tratta solo di quante persone vivano con i mestieri legati allo spettacolo, ma di quanto questo settore sia importante e necessario anche dal punto di vista economico e quanto indotto generi in moltissime altre aree produttive. Da anni ormai il nostro paese ha fatto grandi progressi nel considerare cinema e audiovisivo un’industria a tutti gli effetti. Accezione condivisa anche da quegli autori che per molto tempo difendevano la propria libertà di espressione da qualsiasi legame con il mercato.

Abbiamo anche capito che “da soli non si va da nessuna parte” e abbiamo creato alleanze e strategie comuni fra tutti i protagonisti della filiera: produttori, autori, broadcaster, esportatori, industrie tecniche e istituzioni pubbliche preposte, per obiettivi comuni come ad esempio l’internazionalizzazione (attività imprescindibile per ogni altro settore produttivo, per anni sottovalutata per l’audiovisivo, che in tempi di globalizzazione ha perso molte battaglie e che dopo la scomparsa del MIFED – storico mercato milanese del settore – si è affidata alle poche risorse messe a disposizione per partecipare in modo poco coordinato ad alcuni appuntamenti internazionali). Ma anche negli ultimi anni non sempre siamo riusciti a valorizzare al meglio questa condivisione di intenti e ci siamo arroccati in difesa di interessi di categoria. Spesso abbiamo mancato di una efficace azione di comunicazione isolandoci dalla società intesa come l’insieme di tutti i potenziali fruitori dei nostri prodotti, alimentando di fatto l’immagine di una categoria di privilegiati in gran parte sostenuti da denaro pubblico.

Parlando di Cinecittà, le recenti vicende che hanno portato al suo ritorno sotto il controllo pubblico, sono significative di come una logica puramente industriale non sia però sufficiente a definirne completamente il ruolo.

Cinecittà “risente” (come in generale tutto il cinema italiano) di un passato glorioso divenuto patrimonio di memoria collettiva e dell’immaginario non solo italiano. Quindi a buon diritto è parte del DNA della nostra industria audiovisiva e non semplicemente un luogo dove si lavora per produrre cinema e audiovisivo (oltre alle molte altre cose che si fanno nell’interesse generale del comparto). Ma questa percezione la relega spesso in una specie di santuario che celebra il passato.

Fra le attività che Istituto Luce Cinecittà (lo dice l’atto di indirizzo emanato dal Mibact) deve coordinare c’è anche la già citata internazionalizzazione. Malgrado i frequenti riconoscimenti nei festival internazionali ai nostri autori e attori (nel caso degli Oscar anche ai maestri del costume, della scena, della fotografia, della musica, del trucco…), la percezione è che i nostri film non abbiano una significativa circolazione all’estero e che il nostro sistema di promozione non abbia trovato la strategia e gli strumenti necessari per valorizzarli. Si tende spesso a separare le attività di promozione culturale da quelle che possono facilitare una più forte circolazione del cinema contemporaneo nei “mercati” esteri. Sono invece due forme di promozione che in dialogo fra loro possono aumentarne l’efficacia. Si potrà dire che la differenza la fa il prodotto ma è anche vero che altre cinematografie hanno investito in questa azione energie e risorse finanziarie molto più significative di quanto abbiamo fatto nel nostro paese. Ma credo ci sia una causa più profonda nella non incisività anche nella nostra azione di internazionalizzazione del cinema (diversa la situazione per l’audiovisivo inteso come produzione di serie tv).

La mia esperienza decennale al vertice di Istituto Luce Cinecittà, prima e dopo la riacquisizione del ramo d’azienda degli Studios, mi ha dimostrato inequivocabilmente che la filiera audiovisiva continua a ragionare per settori e solo raramente in termini comuni. Le cause sono molteplici. Per troppi anni l’assenza di una legge che abbia tenuto conto dei mutamenti del mercato, delle esigenze infrastrutturali, e abbia fondato in gran parte sul finanziamento pubblico assieme a quello televisivo la capacità produttiva, ha “diseducato” produttori, autori, politici e istituzioni preposte a “pensare in grande”, a trascurare la ricerca (scrittura e formazione di nuovi autori, nuovi linguaggi e nuove tecnologie etc.), a fare squadra considerando tutte le risorse a disposizione, a considerare tutto il processo che va dalla scrittura all’esportazione come un unicum.

Per almeno due decenni ognuno riteneva di compiere il proprio dovere nel far “quadrare” le storie e i budget minimi indispensabili per produrle, anche quando (spesso) non erano mature nei contenuti o non avevano le risorse necessarie.

Come sempre non sono mancate le eccezioni come dimostrato le molte opere prime che hanno raggiunto risultati di eccellenza. Anche il ruolo dei broadcaster nazionali, ha avuto in questo un peso fondamentale (oltre a quello positivo di aver fortemente rilanciato il mercato interno dei nostri film). Le televisioni generaliste sono indispensabili alla copertura dei budget, attraverso accordi di coproduzione con il produttore e l’acquisto del diritto di antenna più altri diritti spesso ceduti in garanzia delle spese di distribuzione curata da una società controllata dallo stesso broadcaster. Ma questo ha creato delle vere e proprie centrali di “potere editoriale e finanziario” che non hanno uguali nel resto del mondo. Il risultato è una formula fotocopia nello schema di produzione di un film che produce conseguenze negative nella tipologia di prodotto che viene offerto (provincialismo, poco coraggio nel cavalcare generi diversi, budget insufficienti, pochissime coproduzioni). Non mancano ovviamente le eccezioni e la nascita di autori importanti e riconosciuti anche all’estero. Ma si tratta appunto di eccellenze e l’industria ha bisogno anche di poter allargare la propria offerta diversificando i prodotti. In questo contesto anche il ruolo di Cinecittà come sito di produzione è scemato per almeno due ragioni. Il modello proposto fin dagli anni ‘50-‘60 di un luogo dove si “entrava con la sceneggiatura e si usciva con la copia del film” non era più proponibile. I costi per continuare ad essere un luogo di eccellenza per la qualità e quantità dei servizi offerti, contrastava con le risorse economiche a disposizione della produzione italiana di film e serie televisive. Va considerato che fino a pochi anni fa non esisteva il tax credit, uno strumento indispensabile anche per attrarre le produzioni straniere, e nemmeno i fondi regionali e il coordinamento delle Film Commission. Da ciò deriva la percezione per cui ancora oggi l’uso dei teatri di posa è visto come accessorio e fa fatica a rientrare nei piani di produzione. Ancor più pericolosa è l’attitudine a vedere “l’altro” come un competitor nell’accesso alle risorse (FUS, tax credit…) considerate come fonti di finanziamento più che come incentivo all’investimento. Spesso i produttori italiani guardano in cagnesco le produzioni straniere che vengono a girare da noi e hanno accesso al tax credit, o i fondi messi a disposizione di Cinecittà per sostenere le attività di interesse generale (conservazione, digitalizzazione e diffusione dei patrimoni archivistici e cinematografici, promozione del cinema classico e contemporaneo all’estero, servizi essenziali di supporto alla Direzione Generale Cinema, etc…), come se fossero fondi sottratti alla produzione e non piuttosto utilizzati per rafforzare tutto il comparto. L’invasione in rete di queste settimane di cinema classico, materiali archivistici, teatrali, museali e quant’altro, servirà a far scoprire agli italiani quanto siano essi importanti non solo per la nostra identità nazionale, ma come strumenti di didattica, intrattenimento, conoscenza e sviluppo di tutto il settore?

Forse da qui bisogna partire per ricostruire un tessuto comune perché tutti assieme siamo chiamati a creare il patrimonio del futuro possibilmente all’altezza di quello del passato che oggi molti riscoprono stando (forzatamente) a casa.

Venendo alla drammatica situazione che stiamo attraversando e alle molteplici proposte di sostegno finanziario alle categorie dell’industria culturale e del comparto audiovisivo in particolare, dobbiamo prima di tutto dividerci i compiti. Il governo ha già annunciato dei fondi messi a disposizione del comparto. Mi auguro che a questi si possano aggiungere altri fondi che aumentino le risorse. Mi sembra vada nella direzione giusta la proposta di destinare una parte del Fondo europeo di 100 miliardi a integrare gli stipendi di chi è costretto a lavoro ridotto o è messo in cassa integrazione. Tutto indispensabile per superare la crisi. Ma poi? Come facciamo ad essere pronti il giorno dopo la “riapertura” e non perdere neanche un minuto per ricominciare a lavorare anche forti dell’esperienza passata?Qualche suggerimento tralasciando per ora settori importantissimi come la serialità televisiva, l’esercizio, il marketing e lo streaming.

1.    Dobbiamo prendere in considerazione non solo film e serie TV ma tutti i prodotti audiovisivi (documentari, cortometraggi…) che devono trovare oltre ai mezzi di produzione anche forme adeguate di distribuzione e una maggiore attenzione da parte di broadcaster e piattaforme (soprattutto in termini di investimenti)

2.    Nuove forme di intervento da parte dei broadcaster nazionali e delle loro controllate che devono stabilire parametri di valutazione del valore del diritto FREE e/o di altri diritti TV che vanno ad acquistare. Va escluso in ogni caso che tali broadcaster e loro controllate possano assumere la qualifica di produttore (ai sensi dell’art. 45 della legge 633-41) e che possano usufruire o avere accesso ai benefici riservati ai suddetti produttori.

3.    Una miglior definizione dei palinsesti delle reti (anche tematiche) che valorizzino la produzione nazionale e le coproduzioni (di lungometraggi, cortometraggi, e documentari)

4.    Garantire l’accesso al tax credit alle produzioni nazionali e internazionali (sul territorio italiano) stabilendo e comunicando tempi certi per la presentazione delle domande e i tempi di approvazione. Inutile ribadire che se si può fare una ragionevole previsione di fabbisogno per la produzione nazionale, più complicato è valutare quello per gli stranieri. Sarebbe importante aprire un Desk per raccogliere in anticipo le richieste per produzioni a medio e lungo termine che vengano dall’estero.

5.    Ripristinare un tavolo di coordinamento fra Istituto Luce-Cinecittà, ICE, MAECI e Associazioni dei produttori e Film Commission per individuare le linee generali di azioni di intervento mirate all’internazionalizzazione. Il meccanismo dei decreti a sostegno di produttori, esportatori e distributori esteri di cinema italiano aveva dato buoni risultati. Meglio sarebbe garantire un fondo (in sistema revolving fund) per tutta l’attività di internazionalizzazione mirata alla commercializzazione e attrazione di investimenti. Uno dei problemi più difficili da gestire è la procedura per cui  i ministeri competenti (MAECI, MISE, MIBACT) liberano questi fondi. La continuità e automaticità del loro funzionamento sono indispensabili per la pianificazione degli interventi.

6.    La stretta collaborazione fra Istituto Luce-Cinecittà e tutto il comparto dell’audiovisivo instaurata nella gestione dei fondi cinema, e ora anche con il Pubblico Registro Cinematografico, deve estendersi al rapporto con i teatri di posa e i laboratori di postproduzione. I produttori devono poter valutare sempre (se utile al piano di lavorazione) l’opzione di girare in teatro di posa e non dare per scontato che i costi siano più alti rispetto al girare in location. Così come è auspicabile una più stretta collaborazione e scambio di informazioni fra Cinecittà e le Film Commission (nei due sensi). Rimane sempre attuale l’attuazione di un organico rapporto di collaborazione fra Istituto Luce-Cinecittà e RAI (due società pubbliche).

7.    L’audiovisivo è fatto anche di patrimoni archivistici e cinema classico. La diffusione anche all’estero di questi patrimoni (come ampiamente dimostrato) e le relazioni con istituzioni in tutto il mondo crea un circuito virtuoso che fa bene anche ai prodotti contemporanei. Sviluppare questi rapporti e le attività ad esse connesse arricchisce gli scambi e abbraccia territori nuovi e importanti quali le università, i musei, i festival. Molti dei nostri Istituti di Cultura e Ambasciate sono già partner consolidati. Bisogna dotarli di strumenti efficaci e di buona qualità per la diffusione di questi materiali (o integrare le loro dotazioni con fondi specifici per l’affitto di locali e sale di proiezione).

Tutto quanto sopra dovrebbe diventare tema di riflessione comune e tramutarsi in precise linee di azione. Non bisogna arrendersi di fronte all’obiezione che le risorse non bastano. Abbiamo le prove che molto di quanto è stato fatto funziona e con un piccolo sforzo in più può dare risultati migliori. Siamo al punto di partenza “da soli non si va da nessuna parte”. Che significa: divisi e difensori del proprio orticello si resta deboli e isolati.

(Roberto Cicutto, Presidente e Amministratore delegato Istituto Luce-Cinecittà)

Un cartone animato per spiegare ai bambini perchè rimanere a casa

Un cartone animato può raggiungere meglio di tanti altri mezzi i nostri bambini.
Ecco perché la Protezione Civile Comune di Genova, grazie alla collaborazione dei Lions club, ha preparato un filmato che spiega ai bambini perché devono sacrificarsi e restare a casa.
Una sfida che va vinta tutti insieme anche grazie alla spontaneità e spensieratezza dei genovesi più piccoli!

NETFLIX E ITALIAN FILM COMMISSIONS

NETFLIX E ITALIAN FILM COMMISSIONS DANNO VITA AL FONDO DI SOSTEGNO PER LA TV ED IL CINEMA NELL’EMERGENZA COVID-19 CON UN MILIONE DI EURO MESSO A DISPOSIZIONE DA NETFLIX

2 Aprile 2020 – Netflix e Italian Film Commissions annunciano oggi la creazione del Fondo di Sostegno per la TV ed il Cinema nell’emergenza COVID-19 con l’obiettivo di fornire supporto emergenziale a breve termine alle maestranze e alle troupe dell’industria audiovisiva italiana direttamente colpite dallo stop alle produzioni sul territorio per la crisi legata al Coronavirus.

Netflix mette a disposizione un milione di euro per la costituzione del Fondo di Sostegno per la TV ed il Cinema nell’emergenza COVID-19, che sarà gestito da Italian Film Commissions e sarà destinato al supporto di emergenza a figure professionali dell’industria televisiva e cinematografica come ad es. elettricisti, montatori e truccatori, il cui lavoro è stato maggiormente colpito dalla pandemia in corso. Ulteriori dettagli sul fondo e sui criteri per accedervi sono in fase di definizione e saranno resi noti nelle prossime settimane sul sito di Italian Film Commissions.

In questo momento che chiama tutti noi a sforzi speciali, le film commission italiane, con la loro dinamicità e presenza sul territorio, porteranno con Netflix il sostegno verso le troupe e le figure professionali maggiormente colpite dal blocco delle attività. Poter essere al servizio dell’audiovisivo con una realtà come Netflix è un’occasione significativa, dedicare questo fondo alle maestranze è un’azione importante, ci auguriamo che altri player di settore vogliano condividerla con noi” dichiara Cristina Priarone, Presidente di IFC – Italian Film Commissions.

Siamo felici di lavorare con Italian Film Commissions per supportare i professionisti della filiera televisiva e cinematografica maggiormente colpiti dall’emergenza Coronavirus. Le maestranze e le troupe sono sempre state di vitale importanza per il successo di Netflix ed ora vogliamo fare la nostra parte ed aiutare coloro che ne hanno maggiormente bisogno in un momento senza precedenti come quello che stiamo vivendo” dichiara Felipe Tewes, Direttore delle Serie Originali per Europa ed Africa in Netflix.

L’istituzione del Fondo di Sostegno per la TV ed il Cinema nell’emergenza COVID-19 in Italia rientra nella più ampia iniziativa globale che Netflix ha annunciato lo scorso 20 Marzo, con la creazione di un fondo di 100 milioni di dollari per il supporto dei lavoratori dell’audiovisivo, dove la maggior parte del fondo e’ dedicato ai lavoratori delle produzioni Netflix italiane e del resto del mondo colpite dall’emergenza, mentre 15 milioni di dollari sono destinati, nei paesi in cui Netflix ha un’ampia base produttiva, ad iniziative con terze parti ed associazioni (come Italian Film Commissions ) per sostenere le maestranze dell’industria audiovisiva nel suo complesso (non limitate dunque alle produzioni Netflix). Questo fondo globale va inoltre ad aggiungersi alle due settimane di paga a cast e crew coinvolti nelle produzioni Netflix sospese in Italia e in tutto il mondo che erano già state accordate prima dell’istituzione del fondo stesso.

Informazioni su Netflix

Netflix è il più grande servizio di intrattenimento in streaming del mondo, con oltre 167 milioni di abbonati paganti in oltre 190 paesi che guardano serie televisive, documentari e film in un’ampia varietà di generi e lingue. Gli abbonati possono guardare tutto ciò che vogliono in qualsiasi momento, ovunque e su ogni schermo connesso a Internet. Possono mettere in pausa e riprendere la visione a piacimento, senza interruzioni pubblicitarie e senza impegno.

Informazioni su IFC

IFC Italian Film Commissions è l’Associazione delle 19 Film Commission regionali italiane che facilitano assistenza alle produzioni, accesso alle risorse finanziarie locali, concessione di permessi per le riprese, mappatura di location, maestranze e servizi nei territori italiani. Si adopera per incentivare gli investimenti nel segmento cinematografico e audiovisivo, promuovendo un’immagine unitaria dell’Italia audiovisiva raccontata nelle sue specificità regionali, da un punto di vista culturale, artistico, turistico, paesaggistico, industriale. Italian Film Commissions sviluppa iniziative di sistema per la crescita e la promozione dei territori e del settore audiovisivo italiano, favorendo la crescita della coproduzione, la realizzazione di partnership operative e di sviluppo internazionale.

Contatti:

IFC Italian Film Commissions – info@italianfilmcommissions.it

Veneto Film Commission

Veneto Film Commission ha annunciato il nuovo Fondo per il sostegno alla produzione cinematografica e audiovisiva.

“Bando per l’erogazione di contributi a favore della produzione cinematografica e audiovisiva”.

A questo link sono disponibili tutte le informazioni in dettaglio.

https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=417232

Viaggio in Italia

Viaggio in Italia è il nuovo film di Gabriele Salvatores prodotto da Rai Cinema e Indiana Production.

Un viaggio in Italia da Nord a Sud visto dagli occhi e dagli smartphone degli italiani.

Vogliamo realizzare un mosaico collettivo per documentare la crisi che stiamo vivendo attraverso il punto di vista che ognuno di noi può offrire. Una testimonianza che possa imprimersi nella memoria del nostro paese.

Il regista Gabriele Salvatores è come tutti chiuso nella propria abitazione, ed è qui che entrate in gioco voi, con le vostre fotocamere, ovviamente stando fermi in casa.

Fateci vedere con un video quello che state vivendo o raccontateci cosa vi rende felici, quali sono le vostre paure e cosa vi aspettate dal futuro.

Partecipare è semplice, basta seguire le indicazioni.

Appello alla spontanea raccolta di documentazione sonora

L’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (ICBSA – Ministero per i Beni, le Attività Culturali ed il Turismo), in collaborazione con il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova e LYS – Locate Your Sound, lancia un appello alla spontanea raccolta della documentazione sonora di questa anomala condizione nella quale l’Italia sta vivendo. 
In questi giorni, le disposizioni che il Governo ha imposto contro la diffusione del COVID-19 stanno profondamente cambiando la quotidianità, le relazioni sociali e l’impatto dell’uomo sull’ambiente circostante. Questi cambiamenti stanno temporaneamente trasformando i paesaggi sonori Italiani facendo riemergere ambientazioni uniche, piene di una vita solitamente sepolta sotto il rumore del traffico stradale o aereo, delle attività produttive, da tutta la quotidianità.

L’appello, nell’ASSOLUTO RISPETTO DEL DPCM 11 MARZO 2020 e DI TUTTE LE DIRETTIVE IN VIGORE sul territorio Italiano ATTE A CONTENERE LA DIFFUSIONE DEL VIRUS COVID-19, è rivolto a tutti coloro che abbiano la possibilità di produrre tale documentazione e metterla a disposizione dell’ICBSA, pubblicando i paesaggi sonori registrati in questa mappa, a disposizione di tutta la popolazione.

Clicca qui per maggiori informazioni e modalità di partecipazione

#iorestoacasa #aprolafinestraeregistro Facebook @paesaggisonoriitalianicovid19

VENICE PRODUCTION BRIDGE

Venice Gap – Financing Market
 
CALL FOR PROJECTS

Above all we hope that this email finds you well and safe in these difficult and challenging times.

We like to remind you that the Call for Projects has been launched for the 7th edition of the Venice Gap-Financing Market, which will take place from the 4th – 6th of September, 2020, during the 77th Venice International Film Festival (September 2nd-12th, 2020).

The deadline to submit your projects is April 30th, 2020

The Venice Gap-Financing Market is a platform for selected projects to support European and International producers to secure financing for their projects (Fiction, Documentaries and VR Immersive Story Projects) through one-to-one meetings with potential and pertinent international professionals (producers, sales agents, distributors, financiers, broadcasters and funds). All invited professionals are decision-makers.This call is open to European and International projects for the following categories:Film and Documentary: up to 27/33 feature films and international narrative or creative feature documentaries, including 3 Biennale College Cinema Projects, from all over the world will be selected. There is no genre limitation and it’s open to animation feature films;VR Immersive Story Projects: up to 10/12 VR projects from all over the world will be selected.This 3-day event will present up to 45 selected European and International projects and VR Immersive Story Projects developed through the Biennale College Cinema VR.The catalogue detailing each film project will  be emailed to the registered professionals by the beginning of July 2020 to entitle them to request 30-minute one-to-one meetings with the producers of the selected projects. The Venice Gap-Financing Market will set up these meetings in accordance with the availability of the participants and meetings slots. Each participant will receive a personalised meeting schedule a few days before the event.THE FULL APPLICATION DETAILS, REGULATIONS AND FORM TO SUBMIT YOUR PROJECT CAN BE FOUND AT THIS LINK: 
CLICK HERE
CONDITIONS FOR ATTENDING THE VENICE GAP-FINANCING MARKET:

Once the selection has been made, the selected producers are contacted to confirm their participation and asked to provide updated material for inclusion in the Book of Projects, which is going to circulate to professionals and financiers before and during the Festival.Participation in the event entitles the selected project teams (the delegate producer and the director) to the following services and facilities:· Travel and accommodation;
· Extensive networking opportunities and one-to-one meetings;
· Project promotion;
· An Industry Gold badge for the access to all the services of the Venice Production Bridge.In return all the selected project teams are required to:· Include the following line and the authorised logo in the credits when the film is completed “Presented at the Venice Production Bridge 2020”. The logo will be provided electronically;
· Attend the activities of the Venice Gap-Financing Market;
· Attend all the pre-organized one-to-one meetings during the event.By accepting the invitation to participate in the Venice Gap-Financing Market, you are also agreeing to follow and satisfy the above conditions.The directors of first or second feature Films, Documentaries or VR Immersive Story Projects are invited to provide information on their curriculum vitae as requested in the online submission form, for the purposes of research and documentation.

For any further questions or information, please do not hesitate to contact the team at:  gapfinancingmarket@labiennale.org, vpb@labiennale.org

Fondazione Sardegna Film Commission

Cari amici e colleghi,
 

con il pensiero a chi, in questi giorni, sta combattendo in prima linea contro l’emergenza sanitaria del Covid-19 e a tutti i cittadini che, con responsabilità e spirito di comunità, si impegnano quotidianamente a rispettare i Dpcm  e le ordinanze regionali, vogliamo dirvi che la Fondazione Sardegna Film Commission c’è.

Abbiamo attivato tutte le misure di smart working per tutelare la salute dei nostri collaboratori ma ci siamo, siamo quotidianamente impegnati per darvi risposte e ripianificare, per quanto è possibile allo stato attuale, gli impegni di una filiera – quella del cinema e dell’audiovisivo in Sardegna – sempre più forte e originale.

L’attuale situazione ci invita a rivedere priorità e scadenze, ma stiamo riorganizzando la nostra attività immaginando nuove forme di distribuzione, formazione, condivisione e conoscenza, per far sì che questo periodo di pausa forzata sia anche un’occasione per riflettere sul ruolo dell’industria audiovisiva,  da un punto di vista economico e sociale e come potente e meraviglioso strumento di sogno e visione, capace di sostenerci nei momenti difficili e spronarci nella ripresa, che ci auguriamo imminente.

Presto vi aggiorneremo sulle future iniziative dedicate alla filiera che potranno trovare nuove forme di fruizione in remoto e vi invitiamo a inviarci proposte, progetti, riflessioni, link e tutto ciò che a vostro parere possa essere importante condividere con i vostri colleghi (mail futuro@sardegnafilmcommission.it) .

Nel frattempo, sperando di farvi cosa gradita, abbiamo il piacere di condividere con voi una selezione di notizie utili e opportunità gratuite.
 

Stiamo a casa, ma vicino a ognuno di voi.
 

#andràtuttobene #iorestoacasa#dreamandfilmgreenwithus

Torino Underground Cinefest, 22 marzo

Il TUC in streaming

DOMENICA 22 MARZO

OLMA DJON, 72’

ANNA, 15′

BERTIN, 12’

ELECTRIC SWAN, 40’

GHOST OF A CHANCE , 10′

TATTO, 15’

Guarda e vota film in concorso con un voto numerico da 1 a 5 nello spazio riservati ai commenti sotto ogni film, per assegnare il Premio del Pubblico.

AGICI – PITCH2SCRIPT

In questo momento di grandissima preoccupazione per le ripercussioni della pandemia COVID-19, seppur concentrati con ogni forza nel proporre alle Autorità competenti delle misure che possano accompagnare le Imprese fuori dalla crisi, l’AGICI ha deciso di reagire immediatamente e programmare una sessione di PITCH2SCRIPT.

LE MIGLIORI SOCIETA’ DI PRODUZIONE IN CERCA DI STORIE!

Le Società di Produzione (in ordine alfabetico)8 ProductionA_LabAgheroseAtlantycaBaseluna FilmBlack Oaks PicturesCandy GlassCasanova MultimediaCattleyaEDI – Effetti Digitali ItalianiGroenlandia/Ascent FilmIervolino EntertainmentInthelfilmJmage ProductionLucky RedLux VideMacaia FilmMaremossoMateriali Sonori Cinema, Mosaicon Film, Nefertiti FilmNewGen Entertainment,  Notorious PicturesOniricaPayperMoon ItaliaPolifemoPolis FilmPropaganda ItaliaRedibis Film, Santa Ponsa Film, Small BossStudiozabalikTico Film CompanyTramp LimitedVARGO FilmWave Cinema,  (lista in aggiornamento)

I “PITCH2SCRIPT” sono rivolti ad Autori che desiderano proporre progetti di Cortometraggio, Lungometraggio, Documentario (della durata minima di 52’) o Serie TV in formati standard (50’ o 25’) sia fiction che factual.

Data: 17 aprile 2020, dalle ore 10.00
Modalità: Pitch one to one su skype.
Valutazione: Selettiva
Durata: 10 min.
Documentazione richiesta:
> Sinossi (1 cartella);
> Scheda informativa Progetto (disponibile sul sito AGICI).
Invio Progetti: I progetti potranno essere inviati dal 12 marzo al 29 marzo 2020, alle ore 24:00, alla mail: segreteria@agici.eu
Selezione: I progetti selezionati saranno resi noti entro venerdì 10 aprile.
Partecipazione: La quota di iscrizione per partecipare alla selezione è di € 20. L’Autore selezionato dovrà corrispondere un ulteriore quota di partecipazione di € 30.

Le Società di Produzione in cerca di nuove storie sonoPropaganda Italia, VARGO Film, Casanova Multimedia, PayperMoon Italia, Macaia Film, Wave Cinema, Maremosso, Black Oaks Pictures, NewGen Entertainment, Polis Film, Small Boss, Jmage Production, Materiali Sonori Cinema, Candy Glass, (lista in aggiornamento)

Per altre informazioni sulle modalità di partecipazione, potete far riferimento al sito agici.eu o scrivere alla mail: segreteria@agici.eu