Film commissions

Roma Lazio Film Commission alla 70a Berlinale e all’European Film Market

Roma Lazio Film Commission sarà presente alla 70a edizione della Berlinale e al mercato EFM European Film Market per la promozione dei film sostenuti dalla Regione Lazio, del territorio e per lo sviluppo delle attività legate alla coproduzione.

La Berlinale 2020, che terminerà il primo marzo, vedrà nella sezione Berlinale Special, “Pinocchio” di Matteo Garrone, in concorso “Siberia” di Abel Ferrara, prodotto da Vivo film con Rai Cinema, Maze Pictures e Piano e, sempre in concorso, “Favolacce” dei Fratelli D’Innocenzo, prodotto da Pepito produzioni, Rai Cinema, Vision Distrobution, Amka film, QMI.

Nella sezione On Transmission Paolo Taviani converserà con il regista Carlo Sironi sul film d’esordio “Sole”.

In programma durante la Berlinale anche “Networking breakfast Lazio – Catalunya”, incontri di coproduzione tra produttori italiani e spagnoli. Roma Lazio Film Commission è sempre stata all’avanguardia per la promozione delle coproduzioni internazionali verso nuovi mercati e territori. Questo incontro è organizzato in collaborazione con Catalan Films e TV, Catalunya Film Commission e Generalitat de Catalunya.

Nell’ambito delle attività avviate da IFC Italian Film Commissions con il nuovo coordinamento dell’Associazione – Pres. Cristina Priarone  Vice Pres. Paolo Manera, Vice Pres. Luca Ferrario – Roma Lazio Film Commission  parteciperà a “Cappuccino with the Italians”, l’incontro di networking con i direttori dei fondi tedeschi e austriaci e con i produttori di quelle aree, per sviluppare nuove coproduzioni e dare nuovo impulso allo sviluppo delle collaborazioni tra Germania e  Italia nell’audiovisivo. Saranno presenti i Fondi regionali di: Mdm Mitteldeutsche Medienförderung di Lipsia Dresda, Filmförderung Hamburg Schleswig-Holstein di Amburgo, FFF Bayern di Monaco, Medienboard Berlin Brandenburg di Berlino, HessenFilm und Medien di Francoforte, e i fondi automatico e selettivo austriaci FISA – Filmstandort Austria, Österreichisches Filminstitut.

Gli incontri con gli operatori dell’industria cinematografica, saranno presso l’Italian Pavilion, spazio istituzionale realizzato da Luce Cinecittà in collaborazione con ANICA e con il contributo di MiBACT, MAECI e ICE . Tra i partner: AFIC, APA, APE, Centro Sperimentale di Cinematografia, CNA, Creative Europe Desk Italy MEDIA, Doc.it, Festa Del Cinema di Roma, Fondazione Ente dello Spettacolo, Giornate degli Autori, IFC Italian Film Commissions, Short Film Center, Italy For Movies, MIA, SNCCI, SNCGI, UNEFA, Cinecittanews, 8 ½, Eyescreen. L’allestimento, di questa nuova edizione, rende omaggio al sogno, tema caro a Federico Fellini.

 

Promocard disponibile on-line www.romalaziofilmcommission.it .

Contatti Roma Lazio Film Commission

ITALIAN PAVILION

European Film Market , Martin Gropius Bau

Stand number: 03/C7

www.romalaziofilmcommission.it

info@romalaziofilmcommission.it

Tel. 0672286344-273

 

PROMOCARD PER WEB AFFIANCATA con 20

 

“INVERNO” VINCE DAVID MIGLIOR CORTO 2020 IL QUARTO DAVID DELLA CALABRIA FILM COMMISSION IN TRE ANNI

 

calabria logo

Soddisfazione per la Fondazione, conquista la statuetta  il regista Giulio Mastromauro

prodotto da Indaco Film e sostenuto da Calabria Film Commission

 “Inverno” di Giulio Mastromauro conquista il David di Donatello per i miglior corto 2020! Un altro grande successo per la Calabria Film Commission che ha sostenuto l’opera del giovane regista pugliese prodotto dalla calabrese Indaco Film di Luca Marino e Zen Movie.

Si tratta, dunque, del quarto David di Donatello conquistato dalla Fondazione Calabria Film Commission in tre anni di attività!

Nel 2018, due con “A’Ciambra” opera prima di Jonas Carpignano (Miglior regia 2018 e Migliore montaggio 2018). Nella stessa edizione Miglior corto 2018 David di Donatello con il piccolo gioiello di Alessandro Grande “Bismillah”.

“Inverno” è un fermo immagine di un territorio dell’anima. È il frame di un mondo interiore cristallizzato nella memoria di un bambino, Timo, il protagonista del film, il più piccolo di una comunità greca di giostrai, cerca di vedere, di capire, di conoscere qualcosa che non si può nominare e che non si può pensare: la morte di sua madre. Il suo sarà un percorso di ricerca che parte dall’osservazione del mondo che conosce e delle persone che lo circondano, un processo che lo porterà a scoprire qualcosa in più della vita.

 “Inverno è stato selezionato tra 399 corti in concorso – spiega il giornalista Enrico Magrelli Presidente della Commissione per la sezione cortometraggi dei David di Donatello – lo abbiamo decretato vincitore all’unanimità, cosa che non si verifica facilmente- e continua- abbiamo valutato la qualità del progetto senza conoscere chi lo avesse realizzato, prodotto e sostenuto. La giuria è composta da operatori del settore e il corto di Mastromauro ci ha pienamente convinto. Solo dopo averlo scelto abbiamo scoperto che si trattava di un progetto sostenuto dalla Calabria Film Commission. Personalmente ne sono felice, sto seguendo da tempo l’ottimo lavoro di questa Fondazione. Sono convinto che le Film Commission debbano avere un ruolo determinante nel selezionare i progetti, investendo in qualità e sperimentazione. La Calabria Film Commission nel 2018 con “Bismillah” di Grande e ora, con “Inverno” di Mastromauro ha dimostrato di puntare su un genere, il cortometraggio, che a mio avviso è l’unico laboratorio dove far crescere il cinema italiano del futuro”.

La  cerimonia di premiazione si terrà in diretta su Rai1, venerdì 3 aprile.

Soddisfazione è stata espressa dal  Presidente della Fondazione Calabria Film Commission, Giuseppe Citrigno che ha dichiarato: “Dopo gli ottimi risultati ottenuti in questi tre anni a Cannes, Venezia, ai Globi d’Oro arriva la notizia che la Calabria torna ai David di Donatello da protagonista – e aggiunge – Fin dalle prime battute del nuovo corso della Fondazione abbiamo deciso di puntare su giovani autori. In questi tre anni abbiamo selezionato progetti di altissima qualità, prodotti coraggiosi girati sui nostri territori che registrano poi, il favore della critica e conquistano prestigiosi riconoscimenti nelle kermesse internazionali. Stiamo creando una vera e propria scuderia di nuove leve. Autori che fin dalle prime opere dimostrano talento ed energia. Vera e propria linfa vitale per il futuro del cinema italiano. Per noi della Calabria Film Commission arriva il quarto David e questo conferma quanto sia giusta la strada che abbiamo intrapreso – e conclude- in poco tempo la Calabria è diventata protagonista, punto di riferimento per i nostri giovani autori. Un luogo dove sperimentare e proporre  nuovi spunti per il cinema italiano”.

“La storia di Inverno – dice il regista Mastromauro – tranne l’ambientazione, è autobiografica. Avevo bisogno di un luogo reale, con persone reali, che mi riportassero indietro nel tempo, alla mia infanzia, quando a sette anni, mia madre ci ha lasciati. Quel luogo l’ho trovato nel mondo delle giostre, che nella mia storia è rappresentato in una dimensione invernale, dove tutto è spento e fermo e fa fatica a riattivarsi per tornare alla sua normale funzione. Diventando così metafora del dolore che è parte di quella giostra che è la vita. L’inverno prima o poi finirà, ma il suo passaggio avrà comunque lasciato un segno incancellabile”. Nel cast Christian Petaroscia, Giulio Beranek, Babak Karimi, Elisabetta De Vito. “Inverno” è una produzione Zen Movie, Indaco Film, Wave Cinema, Diero Film in collaborazione con Rai Cinema e Calabria Film Commission. “Inverno” nasce da un soggetto di Giulio Mastromauro e una sceneggiatura di Andrea Brusa e Giulio Mastromauro. La scenografia è di Marta Morandini, la fotografia di Sandro Chessa, il montaggio di Gianluca Scarpa, la colonna sonora di Bruno Falanga, i costumi di Maya Gili, il trucco di Silvia Sangio.

Giulio Mastromauro Regista e sceneggiatore. Laureato in Giurisprudenza con una tesi in Diritto romano. Dopo aver frequentato il corso propedeutico al Centro Sperimentale di Cinematografia, fonda la casa di produzione Zen Movie. Nel 2012 dirige “Carlo e Clara”, vincitore della Menzione Speciale ai David di Donatello 2014 e finalista al St. Louis Int. Film Festival e all’Heartland Film Festival (Festival che qualificano per l’Oscar). È del 2015 il cortometraggio “Nuvola”, candidato ai Nastri d’Argento e vincitore di 30 premi in 20 Paesi nel mondo.

L’Ufficio Stampa: Raffaella Salamina

cell. 347/8114566 stampacfc@gmail.com

calabria

LA PUGLIA PROTAGONISTA AL 70° FESTIVAL INTERNAZIONALE DI BERLINO

puglia

“SEMINA IL VENTO” DEL REGISTA TARANTINO DANILO CAPUTO SARA’ PROIETTATO, SABATO 22, ALLA BERLINALE NELLA SEZIONE “PANORAMA”. Il FILM, TUTTO PUGLIESE, È PRODOTTO DA OKTA FILM ED È STATO REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DI REGIONE PUGLIA E IL SOSTEGNO DI APULIA FILM COMMISSION.

 La Fondazione Apulia Film Commission e la Regione Puglia sono orgogliose di annunciare che, sabato 22, sarà proiettato il film “Semina il vento” del regista tarantino Danilo Caputo nella sezione “Panorama” alla 70^ edizione del Festival Internazionale di Berlino, in programma da oggi, giovedì 20 febbraio, fino all’1 marzo.

 ”Semina il vento”, ambientato tra alberi d’olivo e scenari industriali, racconta una storia di ribellione e rinascita. Il film, infatti, esplora il conflitto tra due modi di pensare e sentire la natura, quello di Nica, ereditato dalla nonna, e quello di Demetrio, figlio di un progresso industriale che ha disatteso le sue promesse. Interpreti della vicenda sono gli attori Yile Yara Vianello, Caterina Valente, Espedito Chionna e Feliciana Sibilano.

 La presenza di “Semina il vento” alla Berlinale, è particolarmente sentita in quanto il film ha effettuato un percorso tutto pugliese. Oltre al regista Danilo Caputo e alle riprese realizzate in 5 settimane tra Taranto e la sua provincia (San Marzano di San Giuseppe, Grottaglie, Monteiasi e Statte), la sceneggiatura scritta dal regista con Milena Magnani, è stata selezionata all’ottava edizione dell’Apulia Film Forum di Apulia Film Commission (Vieste, 2017).

 Per la realizzazione del lungometraggio, coprodotto da Okta Film di Paolo Benzi con Rai Cinema per l’Italia, da Jba Production di Jacques Bidou e Marianne Dumoulin per la Francia e da Graal Films di Konstantina Stavrianou e Rena Vougioukalou per la Grecia, ha ottenuto il contributo di Apulia Film Fund della Regione Puglia (157.714,00 euro) a valere su risorse del POR Puglia 2014/2020 e il sostegno di Apulia Film Commission. Sul set, inoltre, sono state impiegate oltre 30 unità lavorative pugliesi.

 Il film ha ottenuto il beneficio del Fondo di sostegno allo sviluppo di coproduzioni di opere cinematografiche tra Italia e Francia del Ministero dei Beni e della Attività Culturali  e del Turismo (MIBACT) e del Centre National de la Cinématographie (CNC), nonché il contributo del Ministero dei Beni e della Attività Culturali per la produzione di opere di giovani autori, e il sostegno di Eurimages, il fondo del Consiglio d’Europa per la co-produzione e la distribuzione di opere cinematografiche europee.

Il regista Danilo Caputo

Scena Semina il vento 1

Scena Semina il vento

SAEED AL BATAL AL CINEPORTO DI BARI

SAEED AL BATAL AL CINEPORTO DI BARI PER IL SESTO APPUNTAMENTO DELLA 9^ EDIZIONE DELLA RASSEGNA “REGISTI FUORI DAGLI SCHE[R]MI”.

ALLA PRESENZA DEL REGISTA DOMANI, GIOVEDI’ 13 FEBBRAIO ALLE 20.30 AL CINEPORTO DI BARI, SARA’ PROIETTATO IL FILM “STILL RECORDING”.

Prosegue la nona edizione della rassegna di cinema internazionale “Registi fuori dagli sche[r]mi”, con la proiezione del film “Still Recording” di Saeed Al Batal e Ghiath Ayoub. Già in concorso alla 33^ edizione della Settimana Internazionale della Critica del Festival di Venezia, il film è diventato il simbolo e la massima espressione contemporanea del cinema anti-militarista.

Il film sarà proiettato domani, giovedì 13 febbraio alle 20.30 al Cineporto di Bari (ingresso libero fino a esaurimento posti). A dialogare con il regista ci sarà il direttore artistico della rassegna Luigi Abiusi, critico cinematografico per “il Manifesto” e direttore della rivista Uzak.it e Giona Nazzaro, delegato generale della Settimana della Critica.

Vero e proprio caso internazionale (non si era mai vista prima una macchina da presa così aderente alla realtà bellica) e manifesto di un linguaggio (quello cinematografico ovviamente) al passo coi tempi, e con gli spazi, coi pixel, i rumori, gli spari che entrano nel microfono, “Still Recording” penetra lo scenario allucinato, livido della guerra in Siria.

Proprio dentro i combattimenti, le sparatorie, le esplosioni, due artisti si ostinano a filmare, a immaginare figure, prospettive (un futuro migliore), come quelle dei murales dipinti mentre cadono le bombe. Mai lo scempio della guerra, tanto più della guerra in Siria, era stato filmato così da dentro, mentre si muore, le case crollano, ci si sposa o si fa jogging: eppure la camera è ancora lì a filmare, scandalosamente, profondamente, in profondità di campo.

La rassegna “Registi fuori dagli Schermi” è finanziata da Regione Puglia e Fondazione Apulia Film Commission a valere su risorse del Patto per la Puglia FSC 2014/2020, nell’ambito dell’intervento Apulia Cinefestival Network 2019/2020.

Still Recording

CAPPUCCINO WITH THE ITALIANS 23 FEBRUARY

 

Sunday, 23rd February – 9.00-1030 am

Italian Pavilion, MGB, Stand 03/C7

cappuccino_with_the_italians_23_Feb (002)

 

Eletto il nuovo coordinamento IFC

L’assemblea di IFC – Italian Film Commissions ha eletto oggi il Presidente Cristina Priarone, direttore generale di Roma Lazio Filmcommission e i due Vicepresidenti Luca Ferrario, direttore di Trentino Filmcommission, e Paolo Manera, direttore della Filmcommission Torino Piemonte, come membri del nuovo coordinamento IFC.

Cristina Priarone, nel ringraziare Stefania Ippoliti Presidente uscente per il suo impegno nell’ associazione, ha evidenziato: “Le Film Commission hanno ormai un ruolo strategico riconosciuto: i Fondi Regionali, la promozione internazionale, la formazione, la crescita del settore audiovisivo e dei territori, trovano in esse leve di sviluppo efficienti e dinamiche, la dimensione associativa di IFC ne rafforza l’efficacia e la sinergia.Le specifiche identità territoriali risultano rafforzate in un contesto di sistema, le sfide ormai globali del settore audiovisivo necessitano di spirito collegiale tra i territori, di dialogo costruttivo con le Istituzioni, le Amministrazioni e le Associazioni di categoria, per continuare ad attrare gli operatori internazionali verso l’Italia.”
Il Vicepresidente Luca Ferrario ha dichiarato: “La conferma per un secondo mandato che ho ricevuto da parte dei colleghi mi fa anche più piacere della prima elezione perché la leggo come un apprezzamento del lavoro fatto. Ci sono molti fronti aperti su cui vorrei continuare a lavorare specialmente per quanto riguarda la coesione delle varie realtà regionali e la continua formazione degli staff delle singole FC.”
Paolo Manera, Vicepresidente ha aggiunto: “Sono felice di proseguire con ancora maggiore impegno il lavoro con le altre film commission, le regioni e tutti i maggiori interlocutori nazionali e internazionali per una grande progetto di crescita e sviluppo di tutto il nostro settore, portando con me il contributo attivo di tutta la squadra FC Torino Piemonte e la sua competenza e passione”.
Il prossimo appuntamento di IFC sarà al Festival di Berlino all’European Film Market, nell’ambito dell’Italian Pavilion, spazio istituzionale realizzato con il contributo di MIBACT, ICE AGENZIA, ISTITUTO LUCE ed il supporto organizzativo di ANICA.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BERLINALE 2020

Annunciato dai direttori Mariette Rissenbeek e Carlo Chatrian il programma della 70ma edizione del Festival (20 febbraio/1° marzo), che prevede diciotto film in Concorso provenienti da altrettanti Paesi (16 le anteprime mondiali), “che corrispondono a quelle pellicole che meglio rappresentano, secondo noi, il cinema in generale”. Nessuno dei film in concorso è prodotto da una piattaforma di streaming, leggi Netflix, precisano in conferenza stampa, trasmessa in diretta streaming.

“Essere capaci di supportare i film scelti, di ispirare e creare discussioni attorno alle pellicole e alle storie, è importante quanto il selezionare dei film – sottolinea Carlo Chatrian, che promette di perfezionare il suo tedesco per l’anno prossimo – Ogni film è un’entità che va giudicata per se stessa ma fa anche parte di un grande quadro, che va guardato nel suo insieme”. A chi gli chiede se anche lui, come Kosslick, abbia un suo motto, Chatrian risponde prendendo le distanze: “Gli slogan sono importanti per la comunicazione, ma possono anche diventare una trappola. Ogni spettatore troverà i suoi Trend Topic, perché il vostro lavoro come fruitori è molto importante”. Il criterio di selezione principale è stato quello della qualità artistica, un po’ come vale in generale anche per gli altri festival internazionali come Cannes e Venezia, garantisce Chatrian, che esorta tutti ad essere più curiosi che assertivi nei confronti dei film che vedranno.

Non è mancata l’attenzione alla parità di genere, prevista dal protocollo 50/50 2020 firmato dall’ex direttore Dieter Kosslick, con sei registe presenti quest’anno in competizione. Chatrian precisa: “Il protocollo serve soprattutto a creare consapevolezza sulle differenze che non sono solo differenze di genere. Il film è un processo collettivo. Comunque sia Mariette che io siamo molto impegnati su questo fronte, come testimonia anche la presenza femminile tra i selezionatori”.

Tra gli ospiti ci sarà anche Hillary Clinton, per la docuserie Hillary di Nanette Burstein, presentata in Berlinale Special Gala. Rispetto alla scelta di ampliare Berlinale Special, spiega Chatrian: “Non vogliamo fare doppioni con il concorso, questi film sono forti in termini di qualità e di stile e rappresentano un cinema che sta cambiando nei modi di realizzazione e produzione, ma non tutti hanno la forza di stare nella competizione principale”.

Tra i temi la sostenibilità e una forte presenza della città di Berlino a partire dalla nuova versione di Berlin Alexanderplatz di Burhan Qurbani, che torna dopo dieci anni da Shahada. Con Welket Bungué, Jella Haase e Albrecht Schuch nel cast, è un film sicuramente molto atteso dai giornalisti, non solo tedeschi, che dovrà vedersela con un modello imponente come l’omonima serie di Fassbinder del 1980. DAU. Natasha di Ilya Khrzhanovskiy e Jekaterina Oertel si preannuncia come un film provocatorio e trasgressivo con scene forti;  The Woman Who Ran di Hong Sangsoo segna il ritorno dell’autore coreano, “un regista che film dopo film cerca la semplicità e il minimalismo”;  Effacer l’historique di Benoît Delépine e Gustave Kervern con Blanche Gardin, Denis Podalydès e Corinne Masiero, è un film “tragico e beffardo diretto da registi familiari al pubblico della Berlinale, sulle conseguenze delle nuove tecnologie e dei social media nella vita delle persone”; El prófugo di Natalia Meta con Érica Rivas, Nahuel Pérez Biscayart e Daniel Hendler, è l’opera seconda di una regista argentina, “un noir che ha al centro della narrazione l’universo della musica”; Favolacce di Damiano e Fabio D’Innocenzo con Elio Germano, Barbara Chichiarelli e Lino Musella, è l’opera seconda dei giovani gemelli, classe 1988, “un progetto ambizioso, un affresco molto particolare”; First Cow di Kelly Reichardt con John Magaro, Orion Lee, Todi Jones, altra opera a firma femminile; Irradiés del cambogiano francese Rithy Panh con Bion, Eré Wilms Rebecca Marder, “è un film difficile, da guardare con sguardo aperto”;  Le sel des larmes di Philippe Garrel con Logann Antuofermo, Oulaya Amamra, Eré Wilms, è il 28° film del cineasta di culto, girato in bianco e nero, “un racconto sulla crudeltà dell’amore”; Never Rarely Sometimes Always di Eliza Hittman con Sidney Flanigan, Talia Ryder, Théodore Pellerin, Ryan Eggold e Sharon Van Etten, “è una storia di teen ager che riscrive il family cinema, illuminato dalla dop Hélène Louvart”; Days di Ming-Liang Tsai, vincitore dell’Orso d’argento nel 1997, è “un film semplice in termini di narrazione, una storia di dolore e conforto”; The Roads Not Taken di Sally Potter conta su un grande cast con Javier Bardem, Elle Fanning, Salma Hayek e Laura Linney; My Little Sister di Stéphanie Chuat e Véronique Reymond è ambientato nella scena teatrale berlinese; There Is No Evil di Mohammad Rasoulof è l’opera di un cineasta iraniano sottoposto a limitazioni dal regime di Teheran, “tratta il tema della pena di morte attraverso le storie di 4 personaggi”, Chatrian spera che al regista verrà concesso di venire al festival dalle autorità del suo paese; Siberia di Abel Ferrara con Willem Dafoe, Dounia Sichov, Simon McBurney e Cristina Chiriac, rappresenta la capacità di Ferrara di “rimanere fedele a se stesso e alla sua voglia di raccontare la verità grazie al suo complice Willem Dafoe con un’opera non narrativa”; Todos os mortos di Caetano Gotardo e Marco Dutra, “contrassegnato da un sincretismo stilistico, parla della schiavitù, che il Brasile è stato l’ultimo paese ad abolire, attraverso la storia di due famiglie”; Undine di Christian Petzold, cineasta tedesco per la quarta volta in concorso, è un film sull’amore con Paula Beer che rilegge un mito acquatico; infine in concorso Volevo nascondermi di Giorgio Diritti, “un regista non  molto conosciuto fuori dall’Italia che per questo film ha scelto la storia di un pittore, Ligabue, considerato un rivoluzionario, un uomo fisicamente brutto e con un brutto carattere, mentre il film è un lavoro sulla pittura come arte magica ma anche un viaggio all’interno di un’anima”.

(cit. Cinecittà News)

Premio Franco Solinas 2020

A 35 anni dalla sua nascita il Premio Franco Solinas si rinnova e cresce: cambiano le formule per la partecipazione, si intensificano i Lab di Alta Formazione e Sviluppo e aumentano i premi.

Il concorso si articolerà in più fasi, caratterizzate dall’invio di un Soggetto e, successivamente e a condizione di esser stati selezionati fra i Progetti Vincitori della Borsa di Sviluppo, di una Sceneggiatura.
Al Concorso si partecipa in forma anonima a tutela della parità di condizione di tutti i concorrenti partecipanti.
Ogni Concorrente può partecipare con un massimo di 2 (due) Soggetti, scritti da un Autore singolo o da un gruppo di Autori o co-Autori intesi in senso unitario.

I materiali da inviare per la Prima Fase del concorso dovranno consistere in:

- “pitch” o presentazione: lunghezza massima 10 righe per 60 battute per riga. La presentazione deve consistere in una sintesi che racchiuda lo spirito del progetto, la linea principale della storia, l’approccio, la visione del film e il genere dell’opera;
- il Soggetto: sono ammesse al concorso opere di minimo 5 e massimo 12 pagine, (cartelle di 1.800 battute – max 30 righe per 60 battute per riga). Il Soggetto deve consistere in un racconto drammaturgicamente e visivamente coinvolgente, che faccia conoscere i personaggi, vedere il mondo in cui si muovono e partecipare alle loro azioni.

Il Concorso mette in palio i seguenti premi:
•      Premio Franco Solinas Miglior Soggetto  1.000 euro
•      Borse di Sviluppo del valore complessivo di 6.000 euro
da suddividere tra i Progetti Vincitori
•      Partecipazione al Lab di Alta Formazione, Sviluppo e business-oriented per gli autori vincitori delle Borse   di Sviluppo
•      Premio Franco Solinas Miglior Sceneggiatura   9.000 euro
•      Borsa di studio CLAUDIA SBARIGIA (dedicata a premiare il talento nel raccontare i personaggi e l’universo femminile)  1.000 euro

Queste le scadenze per l’invio:
- invio dei Progetti via web entro le ore 24 del 26 febbraio 2020
- invio della busta chiusa entro le ore 24 del 27 febbraio 2020

Per partecipare è necessario consultare il bando di concorso su www.premiosolinas.it

Maggiori informazioni: tel. 06 6382219 | info@premiosolinas.it

Roberto Cicutto alla guida della Biennale di Venezia

Sarà Roberto Cicutto il nuovo presidente della Biennale di Venezia. A comunicarlo, il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini, che così commenta le nuova nomina: «Una candidatura prestigiosa per una delle più importanti istituzioni culturali italiane. Negli ultimi anni la Biennale ha vissuto un processo di rinnovamento in tutti i settori di attività e ha incrementato la sua già notevole fama sulla scena internazionale. Questo è stato possibile grazie al prezioso lavoro di Paolo Baratta e della sua squadra che ringrazio. Sono certo che Baratta, con la sua autorevolezza, continuerà a impegnarsi per La Biennale».

“Grazie al ministro della fiducia, comincerò a studiare da domani mattina”. All’estero per impegni di lavoro, il neo presidente della Biennale Roberto Cicutto esprime l’emozione e la soddisfazione per la nomina. Idee? “Assolutamente prematuro parlarne, è troppo presto, sarebbe irrispettoso e anche superficiale”, dice Cicutto. Ad e presidente di Istituto Luce Cinecittà, incarico che ora dovrà lasciare: “Lì mi chiamano presidente operaio, per quanto sono presente, sarà così anche in Laguna”. A Venezia, continua, “raccolgo un’eredità pesante dopo il grande lavoro e il grande successo di questi anni per la direzione Baratta. Frequento la Biennale da quarant’anni, per il cinema e anche per le arti figurative, conosco un po’ meno teatro e musica, mi darò da fare”. Quanto a Baratta, “spero che non ci molli, che ci dia una mano e ci stia dietro”. Una presidenza nel segno della continuità? “Credo che sia nel cinema, sia nell’arte, per citare gli argomenti che ho seguito di più, la Biennale in questi anni sia andata molto bene”, risponde. Lo stesso per l’architettura, che aprirà la nuova edizione il 23 maggio 2020.

Berlinale Talents

Berlinale Talents ha selezionato 255 talenti – 126 donne, 123 uomini e sei persone che preferiscono non specificare il proprio genere – da 86 paesi per la sua 18esima edizione. Cinque di questi vivono e lavorano in Italia. Sono il regista Nazareno Manuel Nicoletti, autore di Moj brate – My brother, che ha debuttato a Locarno 68, mentre il suo documentario Up To Down è stato in concorso a Karlovy Vary e a Visions du Réel; Zelia Zbogar, distributore di Funne. Le ragazze che sognavano il mare e The Hate Destroyer; Alessandro Amato, produttore di Maternal e Candie Boy; Liryc Dela Cruz regista dalle Filippine e Beniamino Barrese autore dell’acclamato doc La scomparsa di mia madre.

Selezionati anche quattro talenti italiani che vivono all’estero. La dop Camilla Topuntoli, residente in Svezia; Thomas Kunstler, stop-motion animator, che vive in Grecia; Maria A. Ruggieri, sales agent per “Asian Shadows” con base in Cina; la scenografa Isabella Bruno, dal Regno Unito.

I 255 talenti prenderanno parte a un intenso programma di sei giorni e 100 eventi a Hebbel am Ufer, dal 22 al 27 febbraio.

(cit. Cinecittà news)